La nostra
Storia

L’Associazione Italiana Editori, una storia che guarda al futuro.

Nata il 17 ottobre 1869 come associazione di categoria del settore librario con il nome di ALI, nel 1871 si è trasformata in ATLI – Associazione Tipografico Libraria Italiana, riunendo editori, librai e tipografi.

Tra i membri della neonata Associazione figurano nel 1869 personalità di spicco dell’editoria di allora: da Giuseppe Pomba a Emilio Treves, da Felice Le Monnier a Ermanno Loescher. Scorrendo l’elenco dei primi membri si trova una folta rappresentanza di Milano ma anche delle altre due capitali dell’editoria del tempo: Firenze e Torino.

Se è vero che fu costituita nel 1869, in realtà gli elementi costitutivi dell’Associazione erano già nell’aria da prima, legati al ruolo che gli editori hanno avuto nel processo di unificazione nazionale e di eliminazione dei dazi sul commercio e nella libera circolazione dei libri e delle idee nel nuovo mercato nazionale che si andava costituendo.

Nel quadro più generale di trasformazione del Paese, si sentiva l’esigenza di un ammodernamento del settore che fosse analogo a quello già avvenuto in altre nazioni europee, non a caso spesso richiamate come esempi nei vari scritti dell’epoca. A partire dalla necessità di dotarsi di quella che chiameremmo oggi una banca dati bibliografica, di un sistema postale di informazione sull’uscita delle novità, a cui poter accedere alle migliori condizioni possibili. Ma, come punto di partenza di questo ammodernamento del settore, c’era soprattutto la ricerca di una maggiore efficienza della filiera distributiva, tanto per il libro scolastico che di varia.

Pensare a una storia dell’Associazione significa comunque guardare, leggere, interpretare le vicende di allora attraverso gli occhi del presente, dei percorsi prossimi che la aspettano e che attendono la filiera in un contesto di mercato, nazionale e internazionale, incommensurabilmente diverso. La sua storia, se è attraversata da inevitabili microstorie, rivela sul lungo periodo una compattezza di obiettivi, di sentieri e percorsi: la lotta all’analfabetismo, la scuola obbligatoria, il contrasto alla pirateria, l’ammodernamento dei processi industriali di stampa, la distribuzione, l’internazionalizzazione, lo sviluppo delle fiere italiane e internazionali. Sentieri che in larga parte stiamo percorrendo ancora oggi, ma la cui origine affonda negli anni centrali del processo unitario del Paese.

Alcuni temi significativi emergono fin dai primi decenni di vita dell’Associazione, come la proiezione verso l’estero, la formazione professionale – all’inizio virata principalmente sulle tecniche tipografiche – e l’organizzazione di grandi eventi dedicati al settore. Un esempio è il Congresso per la proprietà letteraria e artistica di Milano del 1877, che diventa uno dei fili conduttori delle iniziative dell’ATLI in Italia, tra cui la partecipazione a diversi congressi internazionali.

Nel 1896, a Parigi, l’Associazione partecipa alla fondazione dell’International Publishers Association (IPA): un momento che ha segnato l’inizio di un’attività e di una presenza internazionale continuata fino ad oggi, finalizzata a garantire lo scambio tra le editorie, a difendere la libertà di edizione e di espressione e a perseguire gli obiettivi di sviluppo dell’intero mondo del libro.

Nel 1921 l’ATLI si trasforma in AELI – Associazione Editoriale Libraria Italiana, sciolta poi nel 1929 dopo la costituzione della Federazione Nazionale Fascista Italiana Editori.

L’AIE si costituisce con il nome attuale nel 1946, raccogliendo quel filo di continuità con il passato pre-regime che ne fa oggi la più antica associazione di categoria italiana. Nello stesso anno l’AIE, in qualità di rappresentante dell’industria editoriale italiana, è tra le associazioni impegnate nella ricostituzione di Confindustria, di cui fa ancora parte e di cui nel 1910 è stata tra i soci fondatori.

Nel corso del tempo si rafforza il posizionamento dell’Associazione, che si conferma nel board dei maggiori organismi internazionali di settore, tra cui, oltre all’IPA, la Federation of European Publishers (FEP) –  che contribuisce a fondare nel 1967 – e l’International ISBN Agency.

Anche negli anni più recenti l’impegno dell’Associazione si manifesta in tutti i principali aspetti che contribuiscono allo sviluppo del settore. Nel dicembre 2002, da un’idea del Gruppo Piccoli Editori dell’AIE, nasce Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, diventata in questi anni uno dei principali eventi culturali in Italia. Nel 2014 l’Associazione costituisce la Fondazione LIA, che era già attiva come progetto dal 2011, dedicata alla promozione dell’accessibilità dei prodotti editoriali. Dal 2016 organizza #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale di promozione della lettura mirata ad arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche italiane. E, sempre dal 2016, l’AIE coordina ALDUS, la rete europea delle fiere del libro finalizzata all’internazionalizzazione delle imprese editoriali, alla circolazione delle opere letterarie in Europa e alla formazione dei professionisti del settore.

Forte di questa lunga storia, l’AIE guarda al futuro con la consapevolezza di rappresentare un settore che, grazie alla ricchezza e la qualità delle proposte degli editori italiani, è in grado di puntare sull’innovazione e di interpretare – e spesso anticipare – i gusti e le esigenze dei lettori.

Definire l’AIE come casa degli editori italiani non è solo una formula. Anzi, l’Associazione in questi anni – ricollegandosi, più o meno consapevolmente, al suo mito di fondazione – si è delineata come l’ecosistema di riferimento dei vari anelli della filiera produttiva e distributiva, sia della carta che del digitale.

 Per altre informazioni, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito dell’AIE.